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Dal mare alla laguna di Venezia

6 Jun 2017

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo percorso tocca antichi e più recenti luoghi riportando alla memoria la storia naturale di queste terre, opera di fiumi e correnti marine e quella artificiale opera dell'attività umana. Il percorso segue le rette canalizzazioni dell'antica Litoranea Veneta, che uscendo dalla laguna nord di Venezia unisce Sile, Piave e Livenza diramandosi poi nelle valli caprulane e oltre. Densi insediamenti ed attività produttive sono sorti lungo la linea di costa spingendosi fino a coprire interamente la lunga penisola sabbiosa del Litorale Nord del Cavallino. Essa è la naturale protezione di una delle zone più belle e interessanti della Laguna Nord, dove paesaggi umanizzati si alternano armoniosamente agli orizzonti vastissimi dei cieli sopra le barene. Percorso: Caorle (partenza dalla Chiesa della Madonna dell'Angelo) - Porte di Brian - Torre di Fine - Cortellazzo - Fiume Piave - Jesolo Paese - Fiume Sile - Porte del Cavallino - Valli della Laguna Nord - Treporti - Lio Piccoli - Mesole - Ca' Savio Lunghezza: 58 km Da vedere: castelli, edifici storici, panorama, birdwatching, flora, fauna Note: alcuni tratti del percorso corrispondenti alle strade di collegamento con le località balneari possono presentare traffico sostenuto soprattutto nei mesi estivi. Nella stagione più mite è possibile dedicare un po' di tempo al mare e alla visita delle isole della Laguna di Venezia. Lasciati gli scogli del lungomare di Caorle, scolpiti dal mare e da mani artistiche si percorre la caratteristica via del canale dei pescherecci fino all'incrocio sulla Provinciale. Si prosegue tenendo la sinistra superando il piccolo ponte Saetta e si prende a sinistra verso Porto Santa Margherita, noto centro balneare in prossimità del quale si può scorgere la foce del Livenza. Si seguono le indicazioni per Eraclea Mare fino alla rotatoria collocata al centro di Valle Altanea, ora bonificata, si prende a destra e si raggiunge la borgata fluviale di Brian. Superato il canale Largon si svolta a destra e oltrepassato il piccolo abitato si raggiunge il sito delle Porte di Brian, grande chiusa che impedisce la risalita delle acque salate negli alvei irrigui della bonifica. Si lascia il pittoresco paesaggio del crocevia fluviale e si prosegue costeggiando il canale Largon verso Torre di Fine.

La rotabile si insinua in un ambiente davvero bello caratterizzato da grandi agenzie di bonifica, ville e case rurali circondate da alberi, frutteti e risaie: le ultime fra Piave e Livenza. Oltrepassata Torre di Fine si prosegue lungo via Revedoli e l'omonima rettilinea arteria fluviale, si supera un incrocio passando sotto il ponte che porta a Marina di Eraclea. Piccole abitazioni, barche attraccate alle rive e attrezzature per la pesca testimoniano legami di lunga tradizione ancora vivi fra le genti di questi luoghi e il loro fiume. In prossimità del ponte di barche, prima di raggiungere la sponda opposta del Piave, è interessante proseguire a sinistra seguendo la stradina non asfaltata che costeggia il tratto iniziale del Canale Revedoli fino al punto da dove esso si dirama dall'alveo del fiume. Le strutture ora in abbandono delle Porte, che segnavano la prosecuzione della storica Litoranea Veneta che permetteva di raggiungere attraverso una serie di canali interni la laguna di Marano, insieme alla casa del guardiano sull'opposta sponda sovrastano canneti golenali e le aeree maglie delle bilance. Il fascino di questo paesaggio ci accompagna, oltrepassato il ponte a pelo d'acqua sulla sommità dell'argine destro del Piave, fino al punto di Cortellazzo. Da Cortellazzo, piccolo borgo peschereccio sorto attorno alle porte della Litoranea Veneta del Cavetta, si prosegue in direzione di Jesolo Paese. Si prende la strada che corre lungo l'argine del canale navigabile che oggi unisce le acque del Sile a quelle del Piave, ma che nel 1595 su progetto della Serenissima doveva risolvere i problemi che derivavano dalla vicinanza della foce del Piave alla bocca di porto di Treporti. Lungo il rettilineo che in 6 km porta a Jesolo si alterna un paesaggio ora caratterizzato dalle vaste distese di terre a monocoltura, estesi frutteti, imponenti edifici delle tenute agrarie, ora connotato dai suoni e colori dell'ambiente fluviale. Raggiunto l'incrocio con semaforo presso il ponte girevole, si prosegue in via Cesare Battisti, fino a superare, dopo l'edificio ottocentesco sede della Biblioteca comunale e Piazza I Maggio, il ponte girevole sul Sile-Piave Vecchia.

Si prosegue per via Rimembranza fino a raggiungere nuovamente il fiume, si devia verso sinistra per via Cristo Re costeggiandone la sponda destra. Il percorso, dapprima su strada asfaltata poi su strada bianca, corre fra valle Dragojesolo e il fiume, primo preludio di più ampi orizzonti lagunari, e conduce alle Porte del Cavallino. Queste, come le altre porte e chiuse che si incontrano lungo i fiumi in prossimità delle loro foci lagunari, realizzate dalla Serenissima, impediscono al flusso delle acque dolci di riversarsi nella laguna alterando la composizione delle acque salmastre e consentendo la diffusione della canna palustre, evitando in questo modo problemi d'impaludamento. Le porte del Cavallino consentono i collegamenti via acqua con la laguna dando accesso alla Litoranea Veneta. Dalla pittoresca borgata delle Porte che si superano, bicicletta a mano, attraverso una passerella in metallo, si raggiunge via Fausta uscendo accanto al nuovo ponte sul Sile. Proseguendo verso il mare si può raggiungere la foce del Sile in prossimità del faro. Barche di diversi tipi e dimensioni costeggiano l'ultimo tratto dell'alveo fluviale rivelando le attività umane legate all'acqua: dalla più antica la pesca, alla più moderna il turismo. Nel primo tratto della trafficata via Fausta, invece, in direzione Cavallino, sulla destra si nota una esigua lingua di terra corrugata e recintata. Si tratta della Stazione Biofenologica di Cavallino antica linea di costa le cui dune fossili, ancora conservate, sono destinate a studi botanici relativi alla flora litoranea nordadriatica. Dalla piazza del Cavallino si prende a destra via Pordelio e si continua così costeggiando da una parte la laguna con valle Falconera e l'omonima isola, valle Musestre e il Canale del Pordelio, dall'altra fitti appezzamenti di terra coltivati ad ortaggi.

Dopo circa 7 km ad un incrocio con semaforo si supera, svoltando a destra, il ponte girevole sul Pordelio: Treporti è già riconoscibile dai due caratteristici campanili che vigilano sulla chiesa settecentesca. Al ponte successivo sul canale Portosecco si può osservare una caratteristica grossa e piatta imbarcazione lagunare utilizzata da decenni per trasportare al mercato di Rialto a Venezia rinomati prodotti orticoli del litorale. Dopo la piazza, superato un terzo ponte, si arriva ad un bivio. A sinistra la strada conduce alla "Ricettoria" luogo molto panoramico, incrocio dei tre larghi canali di Treporti, di Burano, di San Felice da dove, presa la motonave, si possono raggiungere le isole maggiori della Laguna Nord: Burano, Torcello, Murano, S. Erasmo e anche Venezia. A destra si continua lungo il canale Saccagnana, seguendo da ora le indicazioni per Lio Piccolo: campi coltivati capeggiati da case rurali dalla tipica architettura lagunare e moderne colture protette si alternano a fossi, canali e paludi. All'incrocio con fermata dell'autobus, si svolta a sinistra attraversando il suggestivo cortile di piazza del Prà, memoria storica dell'isola di Saccagnana, circondato da vecchie abitazioni rurali, casa signorile e oratorio.

La strada si restringe proseguendo fra le abitazioni e, salita sull'argine, segna all'improvviso un confine: da una parte il mondo della terraferma organizzato sotto le lucide geometrie delle coltivazioni in serra, dall'altra l'ampio paesaggio delle barene e valli da pesca; sullo sfondo, oltre il canale San Felice, le torri campanarie di Burano e Torcello. Le distese mutevoli delle barene descritte dal sinuoso insidiarsi dei ghebi, il volo dei Cavalieri d'Italia e delle Garzette accompagnano la piccola strada sospesa in un paesaggio di luci, suoni e silenzi incantevoli. La si segue fino al centro abitato di Lio Piccolo, antico lido oggi compreso nella laguna. Siamo nel cuore della Laguna Nord, una delle aree più interessanti, dal punto di vista ambientale, del territorio lagunare veneziano, habitat ideale di sosta e svernamento di numerose specie di uccelli acquatici: ardeidi, anatidi, limicoli. Tipica la vegetazione alofila emersa: associazioni a limonio, salicornia, obione, astro e artemisia, sicuramente incantevole da luglio a settembre per la colorazione che la barena assume con la fioritura delle piante. Dopo la sosta nella piazzetta adornata da centenari giuggioli, si torna indietro deviando brevemente a sinistra in prossimità del ponte verso Mesole. Sono luoghi di pace dove il tempo sembra essersi fermato: alcune case attorniate da curati orti e giardini, una minuscola cappella, un edificio-convento del cinquecento sono i segni della presenza umana sulla esigua striscia di terra emersa delle Mesole. Si ritorna indietro fino a Treporti e poi sempre diritto fino a Ca' Savio. Itinerario turistico curato dalla cooperativa Limosa Operatori Naturalisti. Pubblicato da Achab Editoria - Scorzè

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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