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Viaggio lungo i litorali di Jesolo

25 May 2017

 

Dal mare, alle spiagge dunose, dal canneto alle basse acque vallive, dall'alba al tramonto, strette e lunghe strisce di terra pulsano di vita. Sottile barriera fra acque marine e lagunari, i litorali sono la naturale difesa del patrimonio artistico, culturale, economico che ha il proprio cuore in Venezia.

Il rapporto fra uomo e laguna è ancora stretto e intense sono le attività in questo ricco e delicato ecosistema: caccia, pesca, agricoltura, turismo. L'uomo vi ha trovato specie ittiche pregiate da pescare e allevare nelle valli arginate: cefali, anguille, molluschi, gamberi, granchi; volatili da cacciare, anatre soprattutto, che in laguna sono presenti in numerose specie; terre fertili da coltivare: sui litorali e nelle isole più grandi è fiorente l'orticoltura specializzata, lungo la gronda lagunare invece si pratica un'agrisoltura estensiva a cereali. Il continuo fermento che percorre le velme affioranti nei momenti di bassa marea o i silenzi delle isole abbandonate, ai più resta sconosciunto. Le migliaia di turisti che si riversano ogni anno sulle sabbie dorate dei litorali e a Venezia sembrano indifferenti a tutto ciò. Le acque salmastre accarezzate dalla brezza e sfiorate dai profumi marini, le luci soffuse della laguna rimangono ad aspettare.

Percorso: Ca' Savio (partenza dalla via omonima) - Dune e bosco litoraneo - Punta Sabbioni - Passaggio in traghetto - Lido di Venezia - Malamocco - Alberoni - Passaggio in traghetto - S. Maria del Mare - San Pietro in Volta - Murazzi - Pellestrina - Ca' Roman - Passaggio in traghetto - Chioggia

Lunghezza: 32 km

Da vedere: castelli, edifici storici, panorama, flora, fauna, boschi

Note: è opportuno tenere in debita considerazione, per i tratti del percorso a mezzo traghetto, che i mezzi pubblici possono trasportare solamente un numero limitato di biciclette. E' pertanto consigliabile prendere informazioni e accordi prima dell'imbarco.Prenota subito la tua fantastica vacanza a Jesolo all'hotel Jet.

Dal Lido si può raggiungere Venezia in 15 minuti con i mezzi pubblici. Da Ca' Savio si percorre l'omonima via e prima di arrivare al mare si svolta a destra per via Adige, a sinistra per via Pealto e ancora a destra per via Montello. Lungo il percorso numerose stradine si staccano sulla sinistra e si inoltrano nel bosco litoraneo fino a raggiungere la spiaggia. Vale la pena una sosta e una visita a questo tratto di litorale che ha in parte conservato l'aspetto originario: le dune non sono state spianate e la vegetazione distrutta per fare posto a stabilimenti balneari. Via Montello sbuca all'inizio della diga lunga circa 1 km che delimita la bocca di porto di San Nicolò. Seguendo a sinistra si raggiunge il mare aperto fino al faro "La Pagoda".

Svoltando a destra, invece, sul lungomare Dante Alighieri, si raggiunge Punta Sabbioni, sempre affollata di genti e barche, da dove si accede al pontile d'imbarco della motonave per il Lido di Venezia (ogni mezz'ora circa). Sistemata la bici sulla motonave si può godere durante il passaggio in barca lo splendido percorso che dalla bocca di porto sul mare accede alla laguna interna, cogliendo da lontano il fascino dei palazzi veneziani che si profilano all'orizzonte. Si sbarca al Lido, rinomata spiaggia veneziana, ai pontili di Santa Maria Elisabetta o San Nicolò e si prosegue verso sud; imboccata via Sandro Gallo che diventa via Malamocco all'altezza del ponte costeggiato a destra da via Selvo, si esce in Riva di Corinto sulla laguna: vicinissima l'isola del Lazzaretto Vecchio, antico ricovero della Serenissima per malattie contagiose, oggi ospizio per cani; i suoi edifici sono ora in restauro. Più a destra l'isola di San Lazzaro degli Armeni, antico lebbrosario, ospita dal 1700 gli Armeni seguaci di Mechitar.

La si può visitare utilizzando da Venezia la linea 20 di vaporetti del servizio pubblico: la chiesa e il convento restaurati conservano opere illustri, ancora in funzione è la rinomata stamperia. S. Lazzaro rappresenta l'unico esempio in laguna di isola minore non toccata dal degrado e dall'abbandono e dimostra come un sapiente abitare possa invece dare vita a molteplici attività culturali, sportive, artigianali. In prossimità del campo ippico si ritorna sulla strada principale e si prosegue in un rettilineo che con una curva accentuata si butta repentinamente in riva agli specchi acquei della laguna Sud incontro all'isola di Poveglia e al piccolo centro di Malamocco. La solitaria isoletta, un tempo ricca di vigne e saline, oggi abbandonata, vide splendidi periodi di vita. Con Malamocco ebbe in comune il privilegio di un proprio governo indipendente.

Ancora in sella per qualche km si giunge ad Alberoni, dove una visita alla spiaggia è quasi d'obbligo: elevate dune coperte dalla tipica vegetazione fanno di questo luogo uno degli ultimi tratti di costa nord-adriatica rimasti intatti. Visconti girò proprio qui le riprese del suo "Morte a Venezia". Seguendo via del Faro si giunge all'estremità meridionale di questo litorale e in 10 minuti di ferry-boat si attraversa la bocca di porto di Malamocco attraccando a Santa Maria del Mare. L'isola di Pellestrina è una stretta e lunga lingua di terra sospesa fra il mare e la laguna protetta dall'irruenza delle acque da una delle più poderose difese a mare che la Serenissima seppe realizzare per salvare la sua città. I murazzi corrono lungo il litorale a guardia dei minuscoli paesi di pescatori che si affacciano, pieni di suoni, richiami, voci, sulle acque lagunari: San Pietro in Volta, Portosecco, antico porto ora insabbiato, S. Antonio e Pellestrina.

Si affida volutamente ai desideri del visitatore la scoperta del percorso che lascia immagini di stupore a chi alterni la sosta sulla diga, all'itinerario sul rettilineo principale, alla divagazione fra le calli e lungo il tratto che si affaccia sul bordo lagunare. Dopo Pellestrina, superato il cimitero, si pedala ai piedi dei grandi blocchi di pietra d'Istria che formano i Murazzi a qualche metro dal mare. Le iscrizioni, ad intervalli regolari, testimoniano la data della posa dei tratti di diga realizzati di anno in anno dalla Serenissima. Il lido di Ca' Roman si apre per circa 40 ettari di spiaggia, duna e macchia.

Qui le dune, ultimo rifugio di molte specie floro-faunistiche, si pongono quali barriere naturali che limitano e proteggono insieme la laguna dal mare, come ben sapevano gli amministratori della Serenissima. Un progetto di studio sulla nidificazione di due specie di uccelli, fratino e fraticello, presenti a Ca' Roman, voluto dall'Assessorato all'Ecologia del Comune di Venezia, ha fatto dell'isola un'Oasi Naturalistica di notevole interesse. Per andare da Ca' Roman a Chioggia bisogna superare ancora una bocca di porto, per farlo si deve ritornare a Pellestrina da dove partono frequenti i mezzi pubblici alla volta della città. Itinerario turistico curato dalla cooperativa Limosa Operatori Naturalisti.

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